La Digitalizzazione Italiana DEVE essere OpenSource

Ho paura.

Realmente, siamo in quella fase in cui anche il nostro stato (finalmente) si sta digitalizzando, senza però avere una popolazione formata sull’utilizzo delle nuove tecnologie.
Sembra una barzelletta: è come dare una Ferrari a un ragazzino col patentino.

E capitemi, non mi sto lamentando sull’avvento di questa tanto attesa novità che coinvolge principalmente la PA o Pubblica Amministrazione, ma sulla scarsa (o meglio dire nulla) formazione che è stata fatta.

“Meglio di niente”, diranno alcuni. E non avrebbero torto, ma adesso abbiamo un altro problema: saprà il personale gestire tutti quei dati così sensibili?

Pensiamo anche solo al recente ransomware “WannaCry”. In questo caso è stata coinvolta, tra le tante vittime, la sanità britannica. Perchè? Due i problemi principali: sistemi non aggiornati (Windows XP, ci rendiamo conto?) e scarsa formazione del personale.

Ora, a cosa si riconduce tutto? Collegate i punti, gente, perché la risposta è: soldi.
Già, formare il personale e aggiornare i sistemi costa. E, mentre sul primo si può fare ben poco, sul secondo la soluzione è facile: software OpenSource.

Soluzione drastica, lo ammetto, ma rendiamoci conto: anche se ora tutti aggiornassero i sistemi a Windows 10, chi ci dice che poi li aggiorneranno in futuro, magari anche quando i fondi scarseggeranno. Spero non crediate che la priorità massima sarà di certo aggiornare i sistemi, perché vi stareste illudendo.

Io di certo spero vivamente di non vedere una situazione simile a quella britannica in Italia, ma se un giorno accadrà non me ne stupirei. Finché il nostro paese non virerà verso soluzioni OpenSource dubito che saremo al sicuro. E, sì, dico “saremo” perché ricordo che la PA gestisce pure i tuoi dati.

Detto questo, penso che sia nell’interesse di tutti, pure per i detrattori di Linux, che lo stato usi software OpenSource. Quali sarebbero gli svantaggi? Nessuno. E per chi dicesse che Windows è più semplice da usare lo smentirei, ma anche ipotizzando che sia così vorrei ricordare che la formazione va fatta comunque, sia il SO Windows o Linux.

Non so, non vedo il motivo dell’uso di Windows nella PA al posto di Linux, se non ignoranza sull’argomento da parte di chi gestisce la digitalizzazione, che invece dovrebbe sapere.

E, a dire il vero, sono anche preoccupato dell’esistenza stessa (anche se non troppo) di Linux, data la recente mossa di Microsoft, che punta a integrare Linux sui suoi sistemi. È un tentativo di EEE? Sono l'unico a pensarlo?

Ringrazio tutti per essere arrivati alla fine di questo articolo e, dicendo questo, invito tutti, ma soprattutto i detrattori di Linux, a scrivermi la loro opinione, sarei felicissimo di creare un bel dialogo.