Open Source: Libertà di Creare Profitto

Come si guadagna dal software OpenSource?

Questa domanda me la sono posta quasi a caso, navigando su Internet ho trovato il CEO di RedHat e vedendo i profitti dell'azienda ci si fa subito una paio di domande esistenziali se pensiamo che producono software opensource.

Così, preso da un istinto di curiosità presi a cercare le varie fonti di reddito di RedHat.
Trovai e lessi vari articoli, la maggior parte inutili, che mi crearono sempre più una voglia di risposte.
Tra i tanti mi sento di consigliarvi questo di Fortune e quest'altro di Gigaom, entrambi, a mio malincuore, in inglese.

Facendo altre ricerche ho trovato la risposta definitiva, semplice e compressa in qualche paragrafo su Quora, dove un tale chiamato Blake Swopes risponde alla domanda: "How does Red Hat make money?".

Capii inesorabilmente di essere un cretino.

Io facevo ricerche su ricerche quando la risposta stava semplicemente sotto il mio naso. Io che tentavo di capire da dove venivano i profitti di qualcosa che neanche comprendevo a pieno: RedHat Enterprise Linux AKA RHEL.

Per chi non sapesse (Come me fino a poco fa) RedHat produce direttamente RHEL, una distro linux per aziende e professionisti, basata su standard e software sicuri e affidabili. Costa non poco per un privato ma pochissimo se vediamo al volume d'affari e alle esigenze di un'azienda.

Esiste però Fedora, un progetto sponsorizzato da RedHat che si basa sulle ultime tecnologie, sacrificando l'affidabilità (Che rimane comunque molto alta) per far spazio a release rapide e costanti. Bisogna anche precisare che Fedora è sviluppato dalla community per la community e quindi non ha molto a che fare, almeno formalmente, con RedHat.

È quindi possibile creare profitti da software OpenSource?

Al contrario di come molti investitori pensano Sì.
Lasciatemi però fare un excursus: non è la strada più semplice per guadagnare, ma è anche vero che la strada più corta non è sempre la migliore. Insomma, pensiamoci: sviluppare software è molto importante e mi sento di dire che ognuno può e deve scegliere liberamente come farlo.

Ma, comunque vada, per quello che possa valere, le aziende passano e resta solo quello che lasciano. Pensiamo a Microsoft: cosa lascerà quando se ne andrà dal mercato? Cosa potrà dire di aver fatto? Potrebbe dire: Abbiamo sviluppato Windows. Effettivamente non avrebbero torto, ma poi? Ha contribuito a qualcosa?

Servirà a qualcosa Windows 10? Per me no.

Ma, semplifichiamo la cosa.
Se mi dovessero chiedere se Windows 95 è attualmente utile direi di no. Se, invece, me lo chiedessero per le prime versioni di linux risponderei di sì.

Ma che senso ha? Nessuno si sognerebbe mai di usarle.

E avreste, anche in questo caso, ragione. Quello che non contate è però l'apprendimento e l'utilità nel settore scolastico. Avere una prima versione di GNU/Linux tra le mani permette di vederne il codice e capire come funziona un OS base, capirne i punti deboli e quelli forti. Un software chiuso non permette di farlo. Semplicemente lo usi e quella è l'unica cosa che potrai mai fare finché non ne uscirà una nuova versione, con cui potrai fare le stesse cose, o l'azienda fallirà.

Per semplificare ancora all'osso potremmo dire che i software OpenSource danno la libertà: la libertà di apprendere, di studiare, di diventare persone migliori.

Insomma, si finisce sempre a parlare di libertà.

Adoro la traduzione di libertà in inglese: Freedom. Non so, solo a sentirla mi sembra di essere libero. La riconduco spesso a kingdom, con cui crea un assonanza, ma quel free al posto di king mi fa sentire in un posto libero.

In un posto dove posso scegliere, imparare e autogestirmi.

P.S. Sono stati abilitati i commenti, mi piacerebbe molto leggere le vostre opinioni a riguardo :)